Loro hanno Alexandria Ocasio-Cortez (nota come AOC), 29 anni, neo eletta democratica alla Camera per lo Stato di New York. E’ la donna più
giovane nella storia del Congresso Usa. Noi abbiamo Silvio Berlusconi (82 anni) che si candida alle elezioni Europee il 26 maggio. Da una parte gli Usa che, nonostante le contraddizioni, tentano ogni giorno di rinnovarsi, dall’altra l’Italia affetta da una gerontocrazia incallita. Per non parlare del merito. Negli States chi merita e vince va avanti (come nel tennis) mentre in Italia bisogna dare 32 possibilista ad ogni individuo altrimenti si è bollati come fascisti o comunisti intransigenti e senza pietà. La Ocasio-Cortez (un genio del marketing politico sui social media) ha le idee chiare: propone di tassare i contribuenti più ricchi al 70%. Non a caso si dichiara di sinistra e la gente di sinistra la guarda con simpatia. Noi a sinistra abbiamo Maurizio Martina che, seppur giovane (40 anni), ha collezionato un bel po’ di insuccessi (vedi le recenti vicende sul caporalato e la discesa agli inferi del Pd). Eppure si candida per le primarie del partito. In America gli avrebbero consigliato di aiutare i genitori nell’azienda agricola di famiglia nella bassa Bergamasca.


Negli States hanno un Governo solido, in Italia una specie di compromesso storico giallo-verde con una marionetta di facciata. Negli Usa la disoccupazione è al 4%, noi al 12%. In Italia abbiamo le municipalizzate in stile ATAC, in America si affidano ai privati. In Italia abbiamo le scuole “per gli insegnanti”, loro i college “per gli studenti”. In America hanno la lobby più importante nei consumatori. In Italia, prima di occuparci dei consumatori, bisogna occuparsi di un elenco di corporazioni che non finisce mai. Guardiamo in faccia la realtà. Ognuno in Italia è troppo impegnato a salvaguardare il proprio orticello a qualsiasi livello, istituzioni comprese. Ormai siamo abituati a girarci dall’altra parte davanti ad ogni irregolarità oppure ad andare dai Carabinieri se nel contesto dell’illegale, ahime, non c’è posto per spartire la torta. Il rispetto delle regole o del puro senso logico sono optional nel Bel Paese. D’altronde meglio stare zitti, c’è uno stipendio da prendere il 10 del mese e un mutuo da pagare il 27. Viva l’Italia delle sue roccaforti e buone primarie a tutti. L’unica cosa che ci riesce bene.


Autore

Davide Bettinelli

Nato a Trescore nel 1982. Diplomato alla "Pesenti". Occupazione operaio metalmeccanico. Membro del consiglio di fabbrica per la CISL dal 2006 al 2014. Calcio CSI dal 2003 al 2009. 1° posto Endenna gruppo di campionato 2007-2008 Arbitro CSI dal 2009 al 2011. Presidente calcio a 5 CSI dal 2010 al 2013 della Mirafiori. 1° posto gruppo E nella stagione 2011-2012. 1° posto torneo Epifania a Berbenno nel 2011. Tennis a livello amatoriale dal 2013 al 2017. Miglior risultato quarti di finale torneo Quarenga 2016. Iscritto al PD dal 2010

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